" Acquicoltura e dinamiche di mercato "

 
relatore: prof. Mauro Mellano, docente di Economia Agraria presso la Facoltà di Economia dell'Università "La Sapienza" di Roma
 
 

Il quadro internazionale di riferimento

La produzione globale di prodotti ittici é in crescita tendenziale nel corso degli ultimi dieci anni raggiungendo la cifra di 112,9 milioni di tonnellate nel 1995. Tale risultato é determinato da due tendenze contrapposte, la sostanziale stabilità delle catture ed il costante incremento dell'acquacoltura che, nel complesso, porta il proprio contributo al settore dall'11,7% del 1989 al 18,5% del 1995.

Nel 1995 la produzione totale del settore dell'acquacoltura é stata valutata in 42,3 miliardi US$ ed ha raggiunto una quantità offerta di 27,8 milioni di tonnellate. Gli incrementi in quantità e valore sono stati rispettivamente del 13,6% e del 7,4% a testimonianza di una dinamica dei prezzi sostanzialmente declinante, anche se l'acquacoltura ha agito nel senso della stabilizzazione dell'offerta.

Gran parte dell'incremento di prodotto é originato dai paesi a basso reddito e con deficit alimentare, soprattutto la Cina che controlla più del 60% della produzione mondiale.

La dimensione dello scambio internazionale e regionale dell'acquacoltura é difficilmente documentabile rispetto ad un totale di esportazioni di prodotti alimentari di origine marina pari a circa 52 milioni di dollari USA nel 1995 - il 44% proveniente dai paesi in via di sviluppo.

 

La posizione italiana.

La produzione italiana nel 1995 é stata di circa 830.000 tonnellate delle quali 258.000 riconducibili all'acquacoltura.

In relazione ad un consumo interno pari a 1.324.000 tonnellate si é ricorsi ad oltre 600.000 tonnellate di importazioni provenienti in prevalenza dal bacino del Mediterraneo; il deficit é quindi risultato pari a circa 4.000 miliardi di lire.

 

Le principali problematiche.

Come già ricordato l'acquacoltura fornisce nel 1995 circa 258.000 tonnellate di prodotto ittico per il 75% riconducibile alla produzione di molluschi

Esistono margini di sviluppo per la piscicoltura soprattutto nel mezzogiomo qualora vengano completate le estemalità tuttora carenti (valorizzazione del capitale umano nelle sue capacità tecnico-manageriali, informazioni e strutture di mercato, etc.).

La definizione del marchio di qualità, in associazione con rigorose norme igienico-sanitarie, viene ritenuto strumento indispensabile per la valorizzazione del settore.

L'informazione e la formazione professionale costituiscono ulteriori elementi per la dinamizzazione del settore. Infine, forme di concentrazione dell'offerta, attraverso la costituzione di forme di integrazione non solo di produzione, ma anche di lavorazione e trasformazione consentirebbe il conseguimento del duplice obbiettivo di miglior tutela del consumatore e di sostegno della posizione contrattuale dei produttori.

 

 

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