Messaggi .......

 

testo del messaggio :

RINGRAZIANDO PER IL CORTESE INVITO A PARTECIPARE AL CONVEGNO NAZIONALE DAL TEMA "ACQUICOLTURA: TECNOLOGIE PER L'ALIMENTAZIONE", PREVISTO PER IL 17 GIUGNO PROSSIMO, DEBBO PURTROPPO COMUNICARLE CHE CONCOMITANTI IMPEGNI NON MI CONSENTONO DI ESSERE PRESENTE.

L'OCCASIONE MI E' GRADITA PER INVIARE A LEI ED A TUTTI GLI INTERVENUTI I MIEI PIU' CORDIALI SALUTI.

NICOLA MANCINO
PRESIDENTE DEL SENATO DELLA REPUBBLICA

 

testo del messaggio :

MOTIVI ISTITUZIONALI IMPROROGABILI MI IMPEDISCONO PARTECIPARE CONVEGNO SUL TEMA DELL'ACQUICOLTURA. VALUTO ESTREMAMENTE IMPORTANTE QUESTO MOMENTO DI CONFRONTO TRA LE VARIE REALTA' ECONOMICHE, PRODUTTIVE E SCIENTIFICHE CHE OPERANO NELL'AMBITO DEL SETTORE. RICHIAMO L'ATTENZIONE SUI PROBLEMI DELLA TUTELA AMBIENTALE E DELLA SICUREZA IGIENICA DEL PRODOTTO ITTICO. NON VA SOTTOVALUTATO, INFINE, SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO CARATTERIZZATO DA UN AGGRAVARSI DELLA SITUAZIONE OCUPAZIONALE MERIDIONALE, IL CONTRIBUTO CHE IL SETTORE - DIRETTAMENTE ED INDIRETTAMENTE - PUO' FORNIRE IN TERMINI DI POSTI DI LAVORO E DI RICCHEZZA.

L'AMMINISTRAZIONE DA ME DIRETTA E' SENSIBILE ED ATTENTA ALLE PROBLEMATICHE SOLLEVATE DAL CONVEGNO ED E' DISPONIBILE PER OGNI FORMA DI SOSTEGNO E DI SUPPORTO ALLE INIZIATIVE CHE L'IRMA POTRA' AVVIARE.

FORMULO A TUTTI I PRESENTI L'AUGURIO DI UN PROFICUO LAVORO ED INVIO UN CORDIALE SALUTO.

MICHELE PINTO
MINISTRO PER LE RISORSE AGRICOLE

 

testo del messaggio :

IMPOSSIBILITATO PARTECIPARE VOSTRO CONVEGNO ET APPREZZANDO VOSTRO IMPEGNO INVIO VIVVISSIMI AUGURI DI BUON LAVORO

PIERLUIGI CASTELLANI
SOTTOSEGRETARIO DI STATO DELLE FINANZE

 

 

I quotidiani .......

 

Irma vara progetti per l'acquacoltura - IL SOLE-24 ORE - Sabato 13 giugno 1998

ROMA - «Acquacoltura e tecnologie per l'alimentazione» é il tema del convegno promosso dall'Istituto ricerche maricoltura (Irma) e che si svolgerà il 17 giugno a Roma presso la sede del Cnel.

Questa manifestazione rappresenta anche il debutto ufficiale di Irna, una associazione no-profit, costituita nei mesi scorsi per promuovere iniziative a sostegno degli investmenti nel campo della pesca, dell'acquacoltura e della conservazione dei prodotti ittici. In particolare l'Irma promuoverà iniziative sul fronte della politica dei marchi e della qualificazione delle imprese del settore ittico, secondo le linee guida del fondo strutturale comunitario di sostegno e del piano nazionale di settore.
Tra i soci fondatori di Ima vi sono imprenditori del settore agro-ittico e della distribuzione, accanto a esponenti dell'industria impegnata nelle tecnologie della depurazione come la società internazionale Cillichemie.

L'Ima ha in programma di sviluppare un monitoraggio costante sul settore, sia sotto il profilo dell'evoluzione del mercato, sia per quanto riguarda l'innovazione tecnologica e la certificazione di qualità sempre però nell'ambito delle iniziative senza fini di lucro.

Tra gli obiettivi anche la gestione di sovvenzioni globali destinate dall'Unione europea alla diffusione ed allo sviluppo dell'acquacoltura.

V.Ch.

 

Occupazione, da vongole e orate 10 mila nuovi posti di lavoro al Sud - Il Messaggero - Mercoledì 17 giugno 1998

ROMA - Cozze, vongole, salmoni e orate d'allevamento nei laghi costieri della Puglia, negli stagni salmastri del tarantino e lungo le coste sarde e siciliane, potrebbero far nascere almeno 10 mila nuovo posti di lavoro.

Lo affermano gli economisti che daranno vita oggi ad un convegno sull'Acquicoltura organizzato a Roma dall'Irma, Istituto ricerche maricoltura. Il comparto dà lavoro a circa 6.000 addetti, su un totale di 44.000 impegnati nel settore ittico, con una produzione annua che sfiora le 300 mila tonnellate tra pesci e molluschi (pari al 40% del prodotto nazionale) per un giro d'affari di 600 miliardi. L'obiettivo é di incrementare l'attività del 40% per colmare i 4.000 miliardi di deficit dovuto alle importazioni di spigole ed orate dalla Grecia.

l diecimiia nuovo posti di lavoro ipotizzati, dice Mauro Mellano docente di economia agraria alla Sapienza di Roma, si riferiscono all'intero ciclo economico dei comparto, dall'allevamento alla distribuzione. «A patto - avverte il suo collega Attilio Celant, docente di geograria economica - che l'economia meridionale possa contare su una adeguata rete di servizi infrastrutturaii». Altra condizione fondamentale per la piena affermazione dell'acquacoltura al sud, osserva il docente di geografia economica Giorgio Spinelli, é che i pescatori accettino di passare dai ruolo di cacciatori a quello di allevatori. «Una riconversione che l'Unione europea pretenderà in tempi sempre più rapidi per motivi di carattere ambientale».

Il comparto occupa peraltro una posizione rilevante nei quinto piano triennale della pesca con risorse rese disponibili, fino al '99, per ricerca e ristrutturazione delle aziende da pesca in allevamenti per circa 20 miliardi di lire. L'Irma punta, annuncia il presidente Bruno De Vito, ad un marchio doc per valorizzare e garantire la qualità del pesce allevato.

 

Cozze e vongole, occasione per 10mila posti - Il Mattino - Mercoledì 17 giugno 1998

Cozze, vongole, salmoni e orate d'allevamento nei laghi costieri della Puglia, negli stagni salmastri del Tarantino e lungo le coste sarde e siciliane, potrebbero far nascere almento 10.000 nuovi posti di lavoro. Obiettivo occupazione ma anche obiettivo Mezzogiorno. Proprio il Sud potrebbe beneficiare di questa nuova occupazione.
A sostenerlo sono gli economisti che daranno vita, oggi, ad un convegno sull'acquacoltura organizzato a Roma dall'Irma, sigla che sta per Istituto ricerche maricoltura. Proprio il comparto maricoltura dà lavoro a circa 6mila addetti, su un totale di 44mila impegnati nel settore ittico, e vanta una produzione annua che sfiora le 300mila tonnellate tra pesci e molluschi ed é pari al 40% del prodotto nazionale. A questo livello di produzione corrisponde un giro di affari che oscilla intorno ai 600 miliardi di lire.
L'obiettivo dichiarato dagli esperti é quindi quello di incrementare l'attività di almento il 40 per cento per riuscire a colmare i 4mila miliardi di deficit provocato, soprattutto, dalle importazioni di spigole e orate dalla Grecia.
I diecimila nuovi posti di lavoro ipotizzati, spiega Mauro Mellano, docente di economia agraria all'Università La Sapienza di Roma, si riferiscono all'intero ciclo economico del comparto, dall'allevamento alla distribuzione."A patto - avverte però il suo collega Attilio Celant, docente di geografia economica - che l'economia meridionale possa contare su una adeguata rete di servizi infrastrutturali". Un'altra condizione fondamentale per la piena affermazione dell'acquacoltura nel mezzogiorno, osserva il docente di geografia economica Giorgio Spinelli, é che i pescatori accettino di passare dal ruolo di "cacciatori" a quello di "allevatori". "Una riconversione - sottolinea - che l'Unione europea probabilmente pretenderà in tempi sempre più rapidi per motivi di carattere ambientale.
Il comparto occupa peraltro una posizione rilevante nel quinto piano triennale della pesca con risorse rese disponibili, fino al '99, per ricerca e ristrutturazione delle aziende da pesca in allevamenti per circa 20 miliardi di lire.
L'Istituto per la maricoltura punta intanto, annuncia il suo presidente Bruno De Vito, ad un marchio doc per valorizzare e garantire la qualità del pesce allevato.

 

Pesci e piante dei nostri mari - Italia Sera - Mercoledì 17 giugno 1998

Oggi alle 10, presso la sala della biblioteca del CNEL in Viale Lubin 2, convegno nazionale sull'acquicoltura organizzato dall'IRMA (Istituto ricerche maricoltura) per discutere i problemi relativi all'allevamento di organismi acquatici, cioé pesci, molluschi, crostacei e piante. Relatori i massimi esperti del settore con l'introduzione del presidente dell'IRMA, Bruno De Vito e i professori giorgio Spinelli, docente di geografia economica presso la facoltà di Economia dell'Università La Sapienza, addetto stampa Alceo Martini. Si inizia alle 10 per terminare alle 16.

Il professore Chiaccherini, docente di tecnologia dei cicli produttivi e Direttore dell'Istituto di Merceologia dell'Università La Sapienza di Roma relazionerà sull'organizzazione della produzione.
Stime aggiornate consentono di quantificare l'occupazione corrispondente a 78.000 addetti, di cui 44.000 circa impegnati nell'attività di pesca, 8.000 nell'acquacoltura di cui circa 1.400 sono impegnati congiuntamente nella pesca e nello sfruttamento dei banchi di vongole allegate lungo le aree costiere dell'altro Adriatico, 7.800 nell'industria di trasformazione, mentre gli addetti attivi nel settore distributivo e commerciale stimati dall'Istat ammonta a 19.523.

Quest'ultimo dato può tuttavia considerarsi sottostimato per le caratteristiche strutturali del comparto che consentono la commercializzazione anche al di fuori dei mercati. Per ovviare a questi inconvenienti dovrebbe procedersi all'adeguamento della legge 125/59 sui mercati.

L'IRMA Istituto ricerche maricoltura, é una associazione di categoria tra operatori privati nei settori della pesca, acquacoltura, stabulazione, conservazione dei prodotti ittici. Considerato l'ambito settoriale nel quale l'Istituto intende operare, possono essere individuate alcune tematiche principali entro le quali l'attività dell'Associazione potrebbe svolgersi e svilupparsi. Avviare e condurre una politica dei marchi, a difesa della qualità del prodotto e come spunto promozionale per la cattura di nuovi mercati.

Vincenzo Rizzi

 

Ora i pescatori devono diventare allevatori - La Gazzetta del Mezzogiorno - Giovedì 18 giugno 1998

ROMA - Non sono solo i pugliesi ad avere una passione per i frutti di mare ed i prodotti ittici in genere, nonostante siano rimasti "scottati"più volte dal colera. Il bacino dei consumatori italiani tende a crescere (hanno consumato 1.324.000 tonnellate di prodotti ittici nel '95) e di conseguenza la produzione (830.000 tonnellate) sepcialmente quella di allevamento. L'acquacoltura, che fornisce circa 258mila tonnellate di prodotto, per il 75% molluschi é quindi un settore in espansione, che può far nascere 10mila nuovi posti di lavoro nel mezzogiorno (al '95 il settore occupava 78.023 addetti) a patto che i pescatori da "cacciatori" si trasformino in "allevatori". In questo modo contribuirebbero a sviluppare il mercato interno e coprirebbero le 600mila tonnellate di prodotto importate nel '95, provenienti in prevalenza deal bacino del mediterraneo, a patto che adottino le nuove tecnologie di depurazione delle vasche di allevamento per fornire un prodotto "pulito" non inquinato.

Sono queste le considerazioni che emergono ad un convegno dell' "Acquacoltura e le dinamiche di mercato" organizzato al Cnel dall'Istituto ricerche maricoltura (Irma), una associazione no-profit che si propone di sperimentare l'utilizzo di tecnologie avanzate. L'Irma intende inoltre, come ha annunciato il suo presidente Bruno De Vito, creare un marchio di provenienza e qualità per garantire la bontà dei pesci e dei mitilie conquistare nuovi mercati anche in vista dell'Euro. Se non ci si muove subito, infatti, rendendo dinamico il settore, gli spazi che si apriranno saranno occupati da altri centri di produzione; mentre i laghi costieri della Puglia e gli stagni salmastri del Tarantino, con le loro cozze, vongole, salmoni ed orate colmare il deficit di produzione ed incrementare l'esportazione, fino ad oggi rilevante. Senza contare che i prodotti ittici importati dalla Grecia - come ha dimostrato il recente sequestro di ingenti quantità di mitili inquinati a Castellammare di Stabia provenienti dal Peloponneso - spesso non rispondo ai criteri, fissati dalla Direttiva Cee 492/91 recepita in Italia nel '92, sui livelli massimi di inquinamento ammissibili e sugli impianti di depurazione dei mitili.

Inoltre, come emerge dalle statistiche di Centromarca, é in flessione la vendita di prodotti di dubbia provenienza (discount ed altro), mentre si registra un incremento di vendite di quelli "di marca" del 2% per l'anno '97 e del 3,7% nel primo bimestre '98. Un'altra riprova che marchi analoghi al "doc" e "dop" riscontrano il gradimento dei consumatori.
Non si deve sottovalutare, inoltre, che l'Ue, così come il governo italiano, non lesinano gli aiuti al settore. Il fondo nazionale, regolato dal Piano triennale della pesca, prevede stanziamenti di 270 miliardi nel triennio '97-'99 (90 mld l'anno), dei quali 14,5 fruibili per iniziative di ricerca applicata a pesca ed acquacoltura. Investimenti sulmla ricerca che, lamenta il Piano, hanno avuto "un blando' ritorno.
Per i fondi comunitari, invece, a fronte degli 800 miliardi disponibili per il quinquennio '94 - '99, circa il 50% risulta inutilizzato. Una colpa soprattutto meridionale, dove sono destinati quasi 500miliardi di fondi. Cosa fare ?
Gli economisti consigliano la riconversione, per la quale si possono utilizzare i fondi strutturali e governativi, e l'adozionedegli impianti di depurazione per le vasche tecnologicamente più avanzati (quelle ad ozono, per esempio). Ma anche le regioni dovranno fare la loro parte per intensificare i controlli ed impedire così lo smercio di pesce e molluschi non certificati a prezzi inferiori a quelli di mercato.

Alessandra Flavetta

 

Dalla pesca 10mila posti - la Repubblica - Giovedì 18 giugno 1998

Cozze, vongole, salmoni e orate d'allevamento potrebbero far nascere almeno 10 mila nuovi posti di lavoro. L'Irma, Istituto ricerche maricoltura, ha stimato gli effetti sull'occupazione dovuti allo sviluppo dell'acquacoltura.
Il comparto dà Iavoro a circa 6 mila addetti, su un totale di 44 mila impegnati nel settore ittico, con una produzione annua che sfiora le 300 mila tonnellate tra pesci e molluschi (pari al 40% del prodotto nazionale) per un giro d'affari che oscilla intorno ai 600 miliardi di lire.

L'obiettivo dichiarato dagli esperti é quello di incrementare l'attività di almeno il 40% per riuscire a colmare i 4 mila miliardi di deficit provocato, soprattutto, dalle importazioni di spigole e orate dalla Grecia.

 

 

 

 

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